Sempre più dipendenti utilizzano l’IA durante il lavoro. Da ChatGPT e Copilot alle funzionalità AI intelligenti integrate nei software esistenti. Questo rende il lavoro spesso più rapido ed efficiente, ma comporta anche nuove responsabilità.
Per questo motivo, l’alfabetizzazione sull’IA gioca un ruolo sempre più importante all’interno delle organizzazioni. Dal 2 febbraio 2025, le organizzazioni che utilizzano o sviluppano l’IA devono garantire che i propri dipendenti possiedano conoscenze e competenze sufficienti per utilizzare l’IA in modo responsabile.
L’AI literacy è la competenza di base per comprendere, utilizzare e valutare l’AI. Non si tratta di programmazione o di un background tecnico, ma di sapere cosa può e non può fare un modello linguistico, come scrivere un buon prompt e dove si trovano le insidie, come le allucinazioni, i bias o una fiducia ingiustificata in una risposta.
Per le aziende significa che i collaboratori impiegano l’AI in modo intelligente nel proprio lavoro: scrivere più velocemente, riassumere dati, affinare idee, senza fidarsi ciecamente del risultato. Si imparano quindi anche a rimanere critici, a verificare l’output e a capire quando serve una persona invece di un modello.
È una competenza che si costruisce, non un interruttore che si accende. Chi inizia oggi, tra qualche mese sarà notevolmente più autonomo nell’uso dell’AI, a condizione che si esercitino casi reali tratti dal proprio lavoro.
L’alfabetizzazione sull’IA significa che i dipendenti comprendono:
Non si tratta quindi solo dell’uso dell’IA, ma soprattutto del suo utilizzo responsabile.
L’alfabetizzazione all’IA va oltre l’apprendimento dell’uso di uno strumento di IA. Si tratta di sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie per utilizzare l’IA in modo sicuro, efficace e responsabile.
Gli argomenti trattati più di frequente sono:
In questo modo i collaboratori imparano non solo come funziona l’IA, ma soprattutto come possono utilizzarla in modo consapevole all’interno del proprio ruolo.
L’IA può alleggerire notevolmente il carico di lavoro, ma rimane uno strumento. I sistemi di IA utilizzati dalle organizzazioni possono commettere errori, interpretare male le informazioni o generare risposte che suonano convincenti ma non sono corrette. Proprio per questo è fondamentale che le persone continuino a pensare autonomamente e ad approcciare l’IA in modo critico.
Un malinteso comune è che un errore dell’IA sia anche responsabilità dell’IA. Non è così. Quando un dipendente condivide dati riservati con uno strumento di IA, recepisce informazioni errate o basa una decisione importante su un output errato dell’IA, la responsabilità ricade in ultima istanza sull’essere umano e sull’organizzazione.
Per molte organizzazioni, l’alfabetizzazione sull’AI è ancora un argomento relativamente nuovo. I collaboratori spesso utilizzano già quotidianamente strumenti di AI, ma mancano regolarmente accordi chiari, conoscenze e consapevolezza. I collaboratori acquisiscono una comprensione di come funziona l’AI, quali sono i rischi e come l’AI può essere utilizzata in modo responsabile all’interno delle loro attività quotidiane.
In Hello AI aiutiamo le organizzazioni a costruire queste conoscenze in modo pratico. Non con teoria tecnica, ma con formazioni che si allineano alla pratica quotidiana dei collaboratori.
Molte organizzazioni hanno già iniziato con l’AI. Il passo successivo è assicurarsi che i collaboratori comprendano davvero la tecnologia. Perché alla fine non è lo strumento a determinare quanto l’AI venga utilizzata con successo. Sono le persone che ci lavorano davvero a farlo.